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La sicurezza degli smartphone con lettura di impronte digitali è a rischio

Un particolare fatto, accaduto in America e precisamente in Michigan, potrebbe essere l’oggetto di discussione relativa alla sicurezza che viene offerta dalla funzione di lettura delle impronte digitali dei cellulari.

Le impronte di un morto

In Michigan è accaduto un delitto che ha visto, come vittima, una persona conosciuta dalle forze dell’ordine americane.
Questo fatto potrebbe assolutamente non impensierire una persona ma, al contrario di quanto si possa immaginare, tale tipologia di dato, rappresenta l’argomento focale di quanto detto prima.
Questo per un semplice motivo: la vittima pare sia stata eliminata dopo il regolamento di conti e quindi si tende a pensare che, i suoi assassini, gli abbiano deciso di tendere una vera e propria imboscata.
Al giorno d’oggi, tutte le varie tipologie di indagini vengono svolte prendendo in considerazione ogni oggetto utilizzato dalla vittima prima di passare a miglior vita e tra quelli dell’ex criminale vi è anche uno smartphone di ultima generazione dotato di lettore di impronte digitali per poter essere sbloccato.

La stampa 3D sulle impronte

La polizia, ovviamente, vorrebbe essere in grado di risolvere l’ennesimo caso di omicidio in lassi di tempo abbastanza brevi e proprio per tale motivo si è deciso di adottare un tipo di strategia alternativa.
Gli agenti delle forze dell’ordine hanno deciso di chiedere l’intervento di un vero esperto del settore della stampa 3D, al quale hanno effettuato una richiesta molto semplice: replicare le impronte digitali della vittima mediante l’utilizzo della stampante 3D.
Ovviamente, per non inquinare le prove, le impronte della vittima sono state ottenute da vecchi documenti che, la stessa, ha toccato con le sue mani nude, cosa che sembra abbia permesso, allo scienziato chiamato in causa per svolgere tale tipologia di procedura, un risultano abbastanza vicino alla perfezione.
Questo per il semplice fatto che, le dieci impronte digitali della vittima, ognuna di ogni dito della mano, sono ancora in fase di modifica mediante l’utilizzo di parti meccaniche che, secondo l’esperto, dovrebbero consentire di replicare, in maniera perfetta, le impronte della vittima stessa.
E qui sorge un dubbio: se le impronte dovessero essere replicate con tanta facilità e soprattutto dovessero essere lette dallo smartphone della vittima, quanto risulta essere effettivamente sicuro questo metodo di sicurezza implementato nei nuovi dispositivi mobili e che sta, lentamente ma in maniera costante, sostituendo le password della scheda telefonica ed anche del telefono stesso?

Un dibattito pronto ad esplodere

Attualmente non è stato reso noto se, tale tipo di procedura, ha consentito alle forze dell’ordine di ottenere il successo sperato, ma si tende a pensare che, con le dovute modifiche, esso potrà venire raggiunto in lassi di tempo immediati.
Se questo dovesse accadere, le persone che possiedono tale tipologia di dispositivo mobile potrebbero sentirsi meno sicure di quanto lo sono attualmente.
Questo per il semplice fatto che, il dispositivo mobile stesso, potrebbe non essere così sicuro grazie a tale sistema di blocco, cosa che non bisogna assolutamente sottovalutare e che potrebbe, a lungo andare, modificare nuovamente il sistema che permette, ai possessori degli smartphone, di poter essere sicuri di avere un metodo di blocco praticamente imbattibile.